mercoledì 4 novembre 2015

Recensione Mio di Mary Calmes

Recensione
 Mio 
di Mary Calmes
Ogni volta che vedo in uscita un libro con il suo nome il mio cuore esplode! Dire solo che l'adoro è riduttivo, la venero! Sto parlando della mitica Mary Calmes! Di cui la casa editrice  Dreamspinner Press ha pubblicato il tanto atteso, Mio.

Recensione
I protagonisti di Mio sono Traven Bean e Landry Carter, due personaggi che già dalle prime pagine ci lasciano affondare in un mondo che leggero non è, annaspiamo in cerca di un salvagente, in una storia dura, dove troviamo Traven, un esattore di scommesse da gioco e Landry proprietario di una gioielleria con un passato burrascoso che, inevitabilmente, lo ha segnato. 
I protagonisti dei libri della Calmes sono sempre bellissimi e con passati tosti, personaggi  carismatici che ti coinvolgono già dalle prime pagine, incantandoti. Questo nuovo libro, invece, non lo ha fatto, almeno non con entrambi i protagonisti, ed è stato davvero inaspettato quanto una boccata d'aria fresca, poiché è stato catartico leggere qualcosa dove entrambi i protagonisti hanno uno spettro nel loro passato, quello invischiato in affari poco raccomandabili e quello di una personalità bipolare.. 
Traven,  invischiato in affari loschi, vive con un piede ben piantato nel mondo oscuro.. Quel mondo che terrorizza ma riesce ad affascinarti.
Mi ha preso molto il lato oscuro di questo romanzo e il modo in cui si sviluppa la storia, mi sarei aspettata alla fine un'uscita di scena per il protagonista, ma credo che, in fondo, sarebbe stato fin troppo scontato e la scrittrice non è mai stata banale nelle sue storie; in questa ci spiazza alla grande, perché  Traven viene innalzato a "capo della casa", facendoti restare incantata dalla sua anima nera. 
Un libro che sa sorprendere, nel quale la scrittrice ci porta in un mondo nuovo, diverso dal suo consueto scenario.. 
Per una volta devo dire di non essermi innamorata di entrambi i protagonisti principali, ma solo di uno, e al contempo per la prima volta mi ha affascinato da morire un personaggio secondario...Conrad Harries, l'amico nonché serial killer, di Traven, 
Del protagonista Traven mi è piaciuto il suo essere profondo, per lui viene sempre prima Landry, la sua famiglia e poi tutto il resto, il suo amore è viscerale, situazioni in cui sarebbero dovuti volare schiaffi lui se ne esce con carezze, baci e parole dolci. Un personaggio che non mente, anche se invischiato in un mondo violento, vive con il cuore, senza cadere nel tunnel di droga o criminalità pura. Un personaggio che sicuramente avrebbe dovuto avere una controparte non psicotica come lo è Landry.. 
Durante la lettura, comunque, questo bilanciamento viene giustificato e trova la sua giusta connotazione.
L'altro personaggio principale è Landry un ragazzo problematico, con una ferita così profonda dentro da portarlo al limite dell'autodistruzione, ogni piccolo intoppo che incrina la sua routine quotidiana e invade il suo spazio vitale, che sia  un parente che fa ritorno nella sua vita o una ragazza che fa la svenevole con il suo Traven, entra in crisi.
Problemi così profondi e radicati da costringere Traven a prendere in mano la situazione e bloccare Landry.
Come dicevo precedentemente, due personaggi con caratteristiche differenti, a tal punto che non riesci quasi ad immaginarli insieme ma, invece proprio questa differenza abissale, li rende complementari, Traven e la forma zen di Landry. 
Mentre per la sua famiglia, Landry è solo un problematico ragazzo gay con un disturbo bipolare, per Traven, è semplicemente il suo ragazzo, nonostante i problemi, per lui resta sempre e solo il suo Landry. Infatti, per questo suo modo di essere non concepisce come abbia potuto la sua famiglia trattarlo in quel modo, quando per lui, Landry è solo un ragazzo da dover amare intensamente, un ragazzo che non va lasciato neanche per un secondo senza una carezza, una parola, o semplicemente di uno sguardo. 
Una storia che ha alti e bassi, in cui il sesso, il lavoro poco pulito e il passato  fanno da padrone, dove il lettore gira come una trottola tra i vari pensieri e le vicissitudini che ne conseguono, un libro che sembra quasi che non ti coinvolga ma che invece lascia il segno, ti tiene attaccato alle pagine scritte fino all'ultima frase.
Un libro che non ti lascia neppure dopo averlo terminato: ci sarà un seguito? Perché non riesci a lasciarli così, vuoi sapere ancora, vuoi continuare a conoscerli più a fondo..
Domande che frullano nella tua testa al ritmo del tuo cuore, perché la Calmes regala ancora una volta un libro che, come dicevo, può sembrare anomalo per il suo modus operandi ma che poi così lontano dal suo mondo, non è.
Un libro che all'inizio sembra deludere le aspettative ma che poi, man mano che procede la lettura, ti incatena pagina dopo pagina e ti ritrovi alla fine a sperare che questa storia vada avanti e chissà, di vedere anche qualcosa su quell'amico che ti ha tanto affascinato.. 
Un libro che consiglio perché Mary Calmes continua ad essere una garanzia.


Alla prossima
Rita


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