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sabato 9 marzo 2013

Anteprima :La bambina senza cuore di Emanuela Valentini



Buongiorno a tutti dal 25 marzo  sarà disponibile il titolo d'esordio di Speechless Books, contenitore culturale promosso da Speechless Magazine: La bambina senza cuore, di Emanuela Valentini. 
Romanzo multimediale, La bambina senza cuore è una fiaba dark da ascoltare oltre che da leggere: grazie al nuovo formato epub3, sviluppato da Annalisa Guerisoli, il testo sarà inframezzato da illustrazioni e video musicali in modo da garantire al lettore un'esperienza unica.


La bambina senza cuore 
 di 

Emanuela Valentini




Una cittadina costellata di misteri.
Un'anima intrappolata tra la vita e la morte.
Una maledizione che deve essere spezzata.



Titolo: La bambina senza cuore
Autore: Emanuela Valentini
Editore: Speechless Books
Versione: Digitale (pdf, epub, mobi, epub3)
Pagine: 300 ca.
Euro: 0,00


Whisperwood, 1890. Lola, dodici anni, si risveglia nella buca di neve in cui è stata sepolta. Non ricorda nulla. Sul suo petto una ferita aperta, testimone di un gesto efferato. 
Whisperwood, 1990. La vita di Nathan, quattordici anni, cambia la sera in cui decide di infrangere il coprifuoco che vige a Whisperwood. L'incontro con Lola, la pallida fanciulla che abita in un cimitero in rovina con un angelo di marmo, un gargoyle e un poeta dall'animo inquieto, sconvolgerà la sua esistenza per sempre. Un viaggio a ritroso nelle pieghe del tempo. Un'antica maledizione. Un tortuoso percorso verso la verità. 






'autrice
Emanuela Valentini vive e lavora a Roma, ma è Londra la città dove il suo cuore si sente a casa. Adora i classici della letteratura ottocentesca per lo stile inimitabile e i temi trattati, ma legge di tutto. Crede nel potere educativo e curativo dei libri, delle parole. Scrivere, per lei, è essenziale come il respiro e lo è sempre stato. Autrice di strane storie, ha un paio di romanzi weird nel cassetto, insieme a un'enorme opera di natura indefinibile di cui preferisce non parlare prima di averci messo pesantemente mano. Il 7 marzo 2013 vedrà la luce della pubblicazione, con il marchio Il Libraio di GeMS, l’opera giunta tra i trenta finalisti del Torneo Letterario IoScrittore 2012, titolo provvisorio Ophelia e le Officine del Tempo.
Il suo racconto Cronache di un mercante di stelle comparirà in un'antologia di prossima uscita per GDS Editore. La bambina senza cuore è una vecchia fiaba, riscritta e curata, amata tanto da cucirle intorno un abito di lucente splendore.

Un brano
"Era come se il mondo circostante partecipasse al canto. Come se l’acqua, l’aria e il fuoco degli astri con le loro voci accompagnassero quella di Lola; le parole che pronunciava prendevano forma nell’aria, galleggiando come bolle di sapone. La bocca gli si piegò in un sorriso e non seppe più se quello che desiderava era davvero tornare a casa, alle vecchie abitudini, o restare lì per sempre, in quella macabra notte d’ottobre, dove anche i fiori – piccoli fiori neri simili all’elleboro – spuntavano a centinaia dalla terra chiamati alla vita da lei. Corolle molto simili a delicati, piccoli teschi scuri dondolavano nella brezza.
Tutto era perfetto. Nathan sentì le lacrime pungergli gli angoli degli occhi. Persino le stelle si posarono sul prato oscillando lunghissime braccia di luce. Le loro gole emettevano lievissimi suoni intrecciati al vento, come risate. La voce di Lola, profonda e dolce, faceva sbocciare i fiori. Donava armonia a tutte le cose. Nathan chiuse gli occhi. E poi tutto si fece confuso, caldo e buono".


 potete trovare il book trailer cliccando Qui

Il sito ufficiale, in continuo aggiornamento, su cui nella sezione "Media" è possibile ascoltare alcuni reading del testo QUI

 
per voi ecco il prologo !!
Prologo
O, Vento
Se l'inverno incombe, può la Primavera essere lontana?

Percy B. Shelley
Whisperwood, 16 febbraio 1890
Nella luce cupa del pomeriggio l’elegante landau avanzava scricchiolando sul sentiero ghiacciato. Le due capote a mantici apribili erano tirate all’indietro. Dentro l’abitacolo, adagiata sulla tappezzeria di velluto, c’era la bara. Tra le poche persone che seguivano il cocchio a piedi, nessuno alzava lo sguardo da terra; le gambe procedevano lente e a fatica, i corpi rabbrividivano tra i castelli di brina del bosco.
Il feretro, se così poteva essere definito, non aveva la forma classica dei cofani funebri. Non era decorato da fregi e ricami, non era intagliato, non possedeva maniglie di ottone, simboli religiosi, ribattini di bronzo. Era una semplice scatola, realizzata in fretta da Rufus, il vecchio falegname, con tavole di castagno profumate.
La radura davanti al lago era immacolata: solo i cespugli di biancospino spezzavano la sua compattezza come magre mani protese al cielo. I due cavalli neri rallentarono sotto gli ultimi alberi del bosco. A quel punto il cocchiere tirò il freno anteriore, scese e sganciò i gradini pieghevoli della scaletta d’accesso. Il sentiero che univa la terraferma all’isolotto – sede del vecchio cimitero – era impraticabile fino al ponte di pietra.
Aiutandosi con un badile, un vecchio aprì un passaggio nella neve; dietro di lui avanzavano due uomini con il piccolo feretro sulle spalle, seguiti dalle donne chiuse negli scialli neri. Emily, la sarta, e la sua bambina chiudevano il corteo. La mantella rossa della donna spiccava come una macchia di sangue nel candore della neve. Sul bel viso si rincorrevano i segni di un lungo pianto.
Il Pastore non c’era. Si era rifiutato di accompagnare le spoglie al cimitero, poiché la bambina non aveva ricevuto il battesimo. Quella creatura non avrebbe beneficiato di benedizioni e sarebbe stata sepolta nel cimitero dei non battezzati, dei suicidi e delle streghe. L’assassinio, efferato secondo i due testimoni del ritrovamento, era avvenuto in circostanze misteriose. Due persone erano scomparse la stessa notte: la giovane mamma della vittima, Fioranna, e Robert Morris, sindaco in carica a Whisperwood, il cui unico figlio, Frankye, era sprofondato nella più cupa disperazione.
Il vento fece stridere i rami degli alberi. La cassa fu posata sulla terra dura, accanto a un vecchio mausoleo dalla porta sfondata, tra due guardiani di pietra. Senza troppe cerimonie si cominciò a scavare. Il gargoyle a destra della cassa fissava il lago immobile, l’altro era senza testa e sul largo collo si posavano i corvi. Emily e sua figlia restavano discoste, le dita intrecciate.
«Mamma» sussurrò la bimba dagli occhi come l’oceano d'inverno. Nella mano aperta aveva un mucchietto di fiori rossi che il vento sparpagliò sulla neve.
Emily scosse la testa con un brivido. «No amor mio, non ora» rispose, ma la manina era già colma di nuovo, e questa volta i fiori erano viola e azzurri. «Non ora.» Emily chiuse la piccola mano nella sua, e i fiorellini si sciolsero nel vento.
«